Il settore assicurativo necessita di cambiamento radicale. A rivelarlo è il World Insurance Report 2016 (WIR), pubblicato da Capgemini ed Efma, condotto su oltre 15 mila clienti in tutto il mondo.  Il sondaggio ha rivelato che la continua evoluzione dell’Internet of Things (IoT)  insieme ai comportamenti e alle preferenze dei clienti più giovani di età compresa tra i 13 e i 24 anni,  sono i driver principali  di cui  le compagnie di assicurazione devono tener conto per non rischiare di restare indietro rispetto a competitor emergenti come le startup Fintech.

I clienti  più giovani  hanno molte meno probabilità di avere esperienze positive con la propria compagnia assicurativa rispetto ai consumatori di altre fasce di età, anche se c’è una comunicazione molto più frequente  in particolare attraverso i canali digitali. Essi interagiscono fino a 2,5 volte più sui social media rispetto ad altri clienti e oltre due volte di più utilizzando i  dispositivi mobile. A fronte di una comunicazione frequente ci sono  interazioni positive di customer experience inferiori di circa 20 punti rispetto a quelle  avute da clienti  di altre fasce d’età, poiché per  la nuova generazione le aspettative rispetto ai canali digitali sono sempre molto elevate. I giovanissimi  dichiarano però  di essere ben  disposti ad acquistare polizze assicurative da provider technology-led non tradizionali, preoccupando molto le compagnie di assicurazione che si sentono, di conseguenza, minacciate da nuovi concorrenti  e nuovi prodotti tecnologici offerti ad esempio dalle tech insurance startup.

Una minaccia ancora più forte per il  settore assicurativo è l’Internt of Things, che sta cambiando le modalità di interazione con i i clienti,  la valutazione e gestione dei rischi. Gli assicuratori stanno sottovalutando in modo significativo  la grande diffusione  di oggetti connessi, che entro il 2020   saranno più di  24 miliardi. Un trend ancora sottovalutato tanto che  solo il 16 % degli assicuratori, ad esempio, pensa che i clienti adotteranno le driverless car contro  il 23% dei clienti ha manifestato il proprio interesse.  Anche i clienti più giovani si mostrano più propensi ad acquistare oggetti e polizze assicurative non tradizionali (circa il 47% del totale), preferenza che riscontrata anche nei consumatori benestanti appartenenti ad altre generazioni. Il supporto che l’IoT potrebbe offrire al settore assicurativo è notevole: in un modo connesso  i dispositivi e gli oggetti collegati saranno in grado di fornire dati utili per il monitoraggio degli incidenti e dei margini di rischio.

ll comportamento e le abitudini delle nuove generazioni e la diffusione dell’Internt of Things impone alle compagnie  di  prepararsi per l’inevitabile trasformazione del business. Diventa necessario quindi migliorare la propria value proposition con alleanze strategiche e concentrarsi su nuovi modelli d’interazione  dovuti al cambiamento d’atteggiamento dei clienti, con impatti sulle politiche di pricing, prevenzione e risk selection.

 

Leave a Reply